PROTEZIONE

La protezione è un termine generico che può intendere molte cose:

nel mondo economico significa

  • proteggere il proprio patrimonio aziendale, costituito da beni mobili, immobili, finanziari, informatici e umani
  • garantire una continuità all'azienda, all'organizzazione e al proprio posto di lavoro
  • ripararsi da avversità economiche e legali


nel mondo informatico significa proteggersi da:

  • virus, malware, attacchi informatici, furti di dati personali
  • tecniche di sniffing , spam
  • contenuti inappropriati del web in ambiente del lavoro o a casa per i minori
  • chat  sicure
  • evitare operazioni illegali  nelle operazioni di dowload
  • truffe su aste o compravendite online
  • incontri pericolosi
  • e molto altro ancora...

 

Ma per protezione si intende anche una protezione fisica:

  • controllo accessi
  • videosorveglianza

 

e infine protezione della proprià identità e della propria libertà: protezione dei dati personali, privacy


Le leggi che sono intervenute su questi argomenti (L. 547/93 computer crime , D.Lgs. 196/03 Testo Unico Privacy , Provvedimenti Generali Videosorveglianza 29/04/2004 , altri di integrazione e completamento , come impronte digitalei,...)  non sono visti oggi, solo come leggi di sensibilizzazione, ma come veri e propri spunti di protezione degli asset , tanto da studiare un metodo di analisi del rischio idoneo alla prorpria realtà.

Geckos effettua una'adeguata analisi dei rischi alla propria organizzazione, ente, abitazione; analizza il rischio, effettua una valutazione di combinazioni tra vulnerabilità , minacce e impatti economico per ogni asset individuato, analizza  le perdite in caso di incidente, e le spese per le contromisure.

PROTEZIONE
Privacy oggi
Scritto da Marica Bamberghi   

Parlare ancora oggi di privacy? Tutti conoscono la questione privacy; é un argomento di discussione ormai "obsoleto". E' abitudine, oramai, ricevere informative sulla privacy; per tanto senza leggere il modulo che viene presentato, in nome della  "privacy" si pone una firma. Per quanto riguarda poi gli adempimenti rivolti alla tutela della privacy, anche qui la guardia si è abbassata; aziende e enti, imprenditori e associazioni dovrebbero applicare la normativa come abitudine, ma questo non sempre succede.

Puntualizzando sulla normativa della privacy, se qualcuno ci chiede una firma dicendo che è per la privacy, in realtà ci stanno chiedendo di firmare per un consenso al trattamento dati, non l'informativa e basta. L'informativa sulla privacy non richiede la firma, il consenso sì, quest'ultimo viene richiesto solo quando il trattamento riguarda dati sensibili,

o per svolgere un trattamento diverso dalla routine degli obblighi fiscali, legislativi, contrattuali, come un trattamento ad esempio rivolto all'analisi di mercato, sondaggi, recupero informazioni ai fini pubblicitari, ... altro. Quello che pensiamo di sapere è che questa firma ci rende possibile la trattativa, la prestazione, ma non immaginiamo che serve per dare l'autorizzazione all'invio di materiale informativo della ditta che abbiamo di fronte o più grave ancora che le nostre informazioni vengano passati a terzi per secondi fini, eppure acconsentiamo firmando un consenso a questi trattamenti.

Siamo fiduciosi o semplicemente disinformati? Il più delle volte anche il nostro interlocutore che ci chiede la firma per la privacy, in realtà, è poco informato.

Queste situazioni accadono tutti i giorni presso gli uffici di enti, organizzazioni o aziende, ma la stesso meccanismo accade molto spesso anche navigando sulla rete. In virtù di un servizio, di un acquisto, di un'informazione, accettiamo che le informazioni richieste vengano trattate in una precisata informativa, che però per pigrizia o mancanza di tempo o perchè non è ne chiara ne sintetica,ne scritta nella nostra lingua, accettiamo un, non si sa quale, trattamento dati delle informazioni immesse digitalmente.

Se questo è il nostro atteggiamento non possiamo poi lamentarci dello spam che riceviamo sulla casella mail, perchè con molta probabilità lo stesso è stato autorizzato in modo esplicito da noi stessi tramite una form dal sito. A nostra insaputa? No! L'informativa c'era e abbiamo acconsentito esplicitamente a quando descritto in essa.

Sempre per effetto di disinformazione difficilmente esercitiamo i nostri diritti che ci permetto di controllare quali dati sono tenuti da altri, in che modo e per quale scopo, inoltre non sappiamo che per la tutela della privacy , abbiamo il diritto di fare cancellare i dati in possesso di altri con specifica richiesta, o di farli aggiornare qualora risultassero errati o modificati nel tempo (si pensi ad un curriculum, o al cambio di residenza).

La privacy in realtà è un argomento molto vasto che può essere visto sotto molti aspetti, come una limitazione nel conoscere certe informazioni ad esempio, o come la possibilità di nascondere qualcosa di sè; ma anche come il modo per garantire la riservatezza di informazioni strettamente personali , come la salute, la propria religione o pensiero politico.

Ciò che bisogna imparare è il valore della privacy stessa, ossia che la privacy è un diritto affinchè ciascuno possa liberamente esprimere ciò che è, liberamente, nel rispetto delle libertà altrui.

Se il valore che si danno alle informazioni riguardanti la propria persona è scarso perchè si conosconono solo sommariamente i problemi legati alla materia di sicurezza; se non si conosce dove, come e quando il nostro diritto alla privacy viene messo in pericolo e non si sa come fare per salvaguadarlo, allora è opportura fare informazione in modo che lo sbadato diventi attento, il disimformato risulti esperto e che il fiducioso sia più sospettoso.

Questo e altro cercermo di spiegare in questo nostro sito grazie all'esperienza acquisita in questi anni nel settore, confrontando realtà pubbliche e private di piccole e medie dimensioni.