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Privacy non è più considerata quale diritto a che nessuno invada il "nostro mondo" precostituito bensì è intesa quale diritto a che ciascuno possa liberamente esprimere le proprie aspirazioni più profonde e realizzarle, attingendo liberamente e pienamente ad ogni propria potenzialità.
In questo senso si parla di privacy come "autodeterminazione e sovranità su di sé" (Stefano Rodotà) e "diritto a essere io" (Giuseppe Fortunato), riconoscersi parte attiva e non passiva di un sistema in evoluzione, che deve portare necessariamente ad un diverso rapporto con le istituzioni, declinato attraverso una presenza reale, un bisogno dell’esserci, l’imperativo del dover contare, nel rispetto reciproco delle proprie libertà.
Ogni soggetto ha diritto a conocere dove, come e quando sono tratatti i propri dati, così come ha la possibilità di farli aggiornare, modificare o cancellare.
Articoli rencenti ci mostrano come è sottile la linea che separa la propria libertà, dal danno che ne consegue ad esercitarla se non vengono rispettati i diritti della privacy ad esempio.
Non serve prendere in considerazioni atti criminali, come il furto dell'identià, o furto dei propri dati per danni illeciti, che pur rientrando nella violazione della privacy sono gli estremi negativi di fenomenii sempre più diffusi; è sufficiente pensare che è possibile designare un profilo di una persona, gusti , preferenze , opinioni politiche, appartendenza a una religione, semplicemente perchè il soggetto ha condiviso liberamente sul social network i propri dati personali con le sue amicizie.
I dati immessi nei social network, fornisco a chiunque, aziende di statistica e di marketing, datori di lavoro, istituti di credito, per capire le utenze , le loro associazioni , l
e opinioni politiche, altro e farsi una propri idea, meglio di un curriculum o di una brochure di presentazione.
Inoltre, notizia del 30/08/2010: "Facebook, allarme privacy: condivisi 2,8 Gb di dati personali presi Un hacker canadese si procura e pubblica dati personali di 100 milioni di utenti, è minaccia riservatezza"
Il danno dovuto a questo furto, riguarda la diffusione dei dati verso utenze sconosciute ma l'impossibilità di modificare le impostazioni sui propri dati personali, in quando residenti anche su altro database non modificabile,
infatti un utente che vorrà cancellarsi dal sito, o un utente che deciderà di non essere più rintracciabile dalle normali barre di ricerche rimarrà, infatti, eternamente in rete, e dunque la sua possibilità di “sparire” verrà di fatto eliminata in quanto archivi come questi potrebbero rendere informazioni sul
suo conto anche a distanza di molti anni.
A queste notizie vanno aggiunte inoltre quelle relative alle numerose denunce volte verso coloro che gestiscono i dati personali per il mancato rispetto della comunicazione della destinazione d'uso dei dati raccolti.
Salvaguardare la nostra dignità, la nostra libertà significa fare anche delle scelte che possano limitare l'uso inappropriato o non autorizzato da parte di altri.
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